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60° anniversario








UN'OPERA MASSONICA DI WOLFGANG AMADEUS MOZART: IL FLAUTO MAGICO


W. A. Mozart fu un uomo estremamente avanzato per i suoi tempi, talmente avanzato da sentire il continuo bisogno di trovare fratelli con cui condividere le impressioni che aveva del mondo e della divinità. Questo bisogno fu soddisfatto con l'affiliazione alla Loggia Massonica "La Beneficente" il 14 Dicembre 1784 a Vienna , ove fu iniziato Libero Muratore, pur mantenendo una profonda e ferma fede cristiana. La sua grande mente non poteva però fermarsi al Cristianesimo ufficiale, la ricerca di risposte di natura filosofico-mistica lo spinsero verso la Massoneria, all'epoca l'unica organizzazione depositaria dell'arcano sapere primordiale.

Divenne adepto a 28 anni, quando già dal 1764, pressata dal Papa e dai Gesuiti, l'Imperatrice d'Austria Maria Teresa aveva dichiarato illegale l'Istituzione. Nonostante ciò egli riuscì a trasferire il sapere e la simbologia muratoria nelle sue opere. Sapeva che, qualora le sue opere avrebbero resistito al tempo, in esse, in particolare nel Flauto Magico, sarebbe stata custodita tutta la sapienza iniziatica con il suo corredo simbolico; allo stesso modo in cui i suoi fratelli Templari, cinque secoli prima, avevano saputo cristallizzare il sapere esoterico-alchemico del loro Ordine nelle cattedrali gotiche di Francia, Spagna, Portogallo e Germania.

Troviamo il Mozart massone già nell'opera K471 detta "La gioia del Massone" in cui l'aria del tenore recita testualmente : "vedere come la natura scopre lentamente il suo volto allo sguardo dello scienziato attento, come egli con alta sapienza riempie pienamente la sua mente e il suo cuore con la virtù. Questo è il pascolo degli occhi del vero massone, ardente gioia del libero muratore".

E nell'opera K484 : "ogni uomo gioisca di nuovo nella catena d'oro della fratellanza che lo unisce a gente migliore e gli addolcisce l'amaro calice della vita... Sollevateci sulle ali della verità fino al trono della sapienza".

E ancora nella K619 detta La Piccola Cantata Tedesca : "voi che venerate l'Incommensurabile creatore dell'universo, chiamato sia Yawhè, sia Dio, sia Brama, ascoltate le parole dell'Onnipotente... il suo suono eterno ascoltate uomini, sentitelo uomini anche voi, amatemi nelle mie opere. Amate Ordine, Equanimità, Armonia, amatevi, amatevi, amate voi stessi ed i vostri fratelli... Rompete il vincolo dell'illusione, stracciatene il velo, spogliatevi dell'abito che traveste l'umanità in settarismo".

Ma l'evoluzione spirituale di Mozart trova la sua massima espressione nel Flauto Magico che è certamente la più grande opera massonica scritta da mano d'uomo.

Per lo spettatore era una vera e propria iniziazione, la rappresentazione in forma d'opera della tipica ritualità massonica e la messa in scena degli archetipi fondamentali dell'iniziazione. L'opera è perfetta com'è perché Mozart innestò in essa quanto poteva essere digerito da un pubblico che all'epoca non sapeva cosa fosse la Massoneria. Mozart certamente sapeva che ognuno riceve in funzione della propria evoluzione spirituale e che il pubblico non sarebbe riuscito a penetrarne i segreti massonici.

La storia narrata nel "Flauto Magico" è presto detta : il nobile Tamino si innamora della principessa Pamina, figlia della Regina della Notte e, dopo averne visto un'immagine, si propone d'incontrarla e di amarla per sempre, per la sua bellezza e dolcezza. Ma pare che Pamina sia stata rapita dal misterioso sacerdote Sarastro, capo degli iniziati, e considerato un malvagio dalla Regina, la quale promette a Tamino che se egli la libererà dalle grinfie dell'arci-nemico Sarastro, sarà sua per sempre. Tamino, ignorando la verità, parte alla ricerca di Pamina in compagnia del sempliciotto uomo-uccello Papageno. Giunti nel Tempio di Sarastro, tre geni convincono l'ingenuo ma nobile Tamino del fatto che Sarastro è per la luce e non certo il mostro e il malfattore di cui si dice, e che ha strappato Pamina alla perfida ed ingannatrice madre per nobilitarla e renderla felice per sempre. Il fatto che Sarastro sia presentato come un malfattore rimanda a Luca 22:37, in cui il Cristo dice : "perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: e fu annoverato tra i malfattori", e anche Isaia 53:12 dove si afferma :"perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato tra gli empi".

Pamina è sorvegliata dal perfido mercenario Monostato, su incarico dello stesso Sarastro, che tuttavia ignora la reale natura del collaboratore. Ma i due giovani si incontrano e si innamorano; sembrano fatti l'uno per l'altra. Ma non potranno ancora unirsi finchè Tamino non abbia superate alcune prove, la cui natura massonica è evidente. A Tamino viene coperta la testa con un sacco affinché non veda, e Sarastro afferma che il giovane potrà essere ammesso tra gli iniziati solo qualora supererà le più terribili prove e dimostrerà il suo spirito eroico :"O Iniziati che nel Tempio della Sapienza vi siete consacrati ad Iside ed Osiride, con purezza d'animo io vi annuncio che Tamino, figlio di Re, desidera contemplare nel luogo santo la più viva luce... Pamina è stata destinata dagli Dei a questo leggiadro giovane. Perciò l'ho strappata alla madre orgogliosa, una donna superba che spera di ammaliare il popolo con l'inganno e la superstizione, e di distruggere il Tempio degli Iniziati. Ma non vi riuscirà.... Tamino avrà assegnato il compito di punire il male".

Appare con tutta evidenza che il grande avversario di Sarastro, che qui rappresenta Melkisedeq il sacerdote eterno, è la Regina della notte, colei che nella Cabala è chiamata Lilith la perversa, colei che è espressione dei poteri astrali immondi che inchiodano l'uomo alla terra con la menzogna e la paura.

Tamino messo in guardia della lascivia dei poteri immondi trionferà sconfiggendo la Regina Oscura e si unirà per sempre con Pamina che, ovviamente, è espressione della sua anima che egli strappa al regno della notte e con la quale qualunque Iniziato deve ambire a fondersi.

Monostato, il farabutto, passerà al soldo della regina e con lui Mozart vuole descrivere i mercanti della Terra, coloro che si vendono ai poteri immondi per acquisire fama, potere e ricchezza in cambio della loro anima prostituitasi per sempre al lato oscuro.

Papageno, compagno di viaggio dell'Eroe, incapace di ogni virtù iniziatica, non sarà ammesso tra gli iniziati, né avrebbe voluto; rappresenta la condizione naturale di tutti i morti viventi di questo mondo, ciechi alle cose dello spirito e talmente lontani da Dio, da accontentarsi di vivere senza aver realmente vissuto, nati senza coscienza e morti senza averla costruita.

E' facile che Mozart si identificasse con Tamino e attraverso lui volesse celebrare tutti i grandi fratelli del passato e del futuro. Sintomatico uno dei dialoghi conclusivi dell'Opera: "chi passa per questa via irta di pericoli si purificherà col fuoco, acqua, aria e terra; se potrà vincere il terrore in cielo (le potenze astrali), così illuminato, potrà allora dedicarsi completamente ai Misteri di Iside"; e Tamino risponde arditamente :"Apritemi le porte dell'orrore, lieto tenterò l'audace impresa".

Tamino supererà la lunga notte dell'Iniziato e rivedrà la luce della coscienza.

Anno di V.·. L.·. 6006


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